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Tallero
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Il mwbatallero (in mwbqtedesco mwbgTaler, in passato mwbwThaler) è stata un'importante mwcamoneta d'mwcqargento di grande mwcgmodulo.

Coniato in mwdaEuropa per circa quattro secoli, il tallero assunse maggiore importanza con la decisione presa dall'mwdqImpero nel mwdgXVI secolo di affiancare al mwdwGulden il mweaReichstaler come valuta imperiale.

In altri paesi ha assunto nomi simili: in mwegsvedese e mwewnorvegese mwfadaler; in mwfgnederlandese mwfwdaler, più recentemente mwgamwgqdaalder; in mwggportoghese mwgwdolera; in mwhqinglese mwhgmwhwdollar; in mwiaceco mwiqtolar; in mwigsloveno mwiwmwjatolar; in mwjqbielorusso tалер, tаляр; in mwjgungherese mwjwtallér. Inoltre, il mwkaleu rumeno prende il nome dal mwkqleone (in nederlandese mwkgleeuw) raffigurato sul tallero olandese diffuso in mwkwRomania nel mwlaXVII secolo.

Contents

Note

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Origini

Le radici e lo sviluppo di monete di grande mwmwmodulo risalgono alla seconda metà del Quattrocento. Alla fine del mwnaXV secolo lo stato della monetazione in Europa era scadente a causa della continua mwnqsvalutazione prodotta dalle mwngspese belliche e dalla continua esportazione, costante nei secoli, di metalli preziosi necessari per pagare mwnwspezie, mwoaporcellana e mwoqseta e altre merci esotiche dall'mwogIndia, mwowIndonesia e da altre regioni dell'mwpaEstremo Oriente. Questa svalutazione aveva raggiunto un punto tale che il contenuto in argento (mwpqtitolo) di un mwpggrosso era calato, in alcuni casi, a meno del cinque per cento, provocando la parallela riduzione del valore della moneta rispetto a quello iniziale.

A seguito della scoperta e lo sfruttamento di nuovi giacimenti di argento in Europa, e con un'inversione rispetto alla tendenza precedente, in mwqaItalia ci fu un primo passo verso una moneta di modulo ampio con l'introduzione nel mwqq1472 a mwqgVenezia della mwqwlira Tron, che superava il peso di sei grammi, un aumento sostanziale rispetto al mwragros tournois della mwrqFrancia. Nel mwrg1474 furono coniate lire da nove grammi e da dieci grammi.

Nel mwsa1484 l'mwsqArciduca Sigismondo del mwsgTirolo emise la prima moneta veramente rivoluzionaria, il mwswmezzo mwtaGuldengroschen di circa 15½ grammi. Era una moneta realmente rara, probabilmente emessa come prova, ma circolò con così tanto successo che la produzione non riusciva a soddisfare le richieste. Infine sfruttando le riserve di argento, presenti a mwtqSchwaz, nel mwtg1486 Sigismondo fece coniare nella mwtwzecca di mwuaHall, una nuova moneta di grandi dimensioni denominata mwuqGuldengroschen.

Il mwuwGuldengroschen era un grosso (in tedesco mwvaGroschen), una moneta d'argento dello stesso valore del mwvqGulden, il mwvgfiorino tedesco. Il mwvwGuldengroschen, detto anche Guldiner, ebbe un successo immediato che giunse inatteso. Fu subito coniato da diversi stati che avevano la disponibilità di argento. Gli incisori, influenzati dal mwwaRinascimento come gli altri artisti, crearono intricati ed elaborati disegni con le armi delle autorità emittenti e realistici, spesso non lusinghieri, ritratti dei monarchi.

Joachimsthaler

Nel mwzq1518 i Guldiner spuntavano un po' ovunque nell'Europa centrale. In mwzgBoemia il conte mwzwStefan Schlick coniò un Guldengroschen utilizzando l'argento delle proprie miniere che si trovavano a Joachimsthal - in ceco mwaaJáchymov, città sita ora nella mwaqRepubblica Ceca - la valle di San Gioacchino, in cui mwagThal (ora Tal) significa "valle" in tedesco. La moneta fu chiamata mwawmwbaJoachimstaler mwbqGuldengroschen, cioè Guldengroschen della valle di San Gioacchino, in seguito semplicemente Joachimsthaler.

La moneta dei conti Schlick aveva al dritto il mwbwleone di mwcaBoemia e al rovescio mwcqSan Gioacchino, padre di mwcgMaria. Monete simili incominciarono a essere coniate nelle valli vicine, prendendo ognuna il nome dalla particolare 'Thal' o valle da cui l'argento era estratto. Il passaggio del nome da mwcwJoachimsthaler semplicemente a mwdaThaler viene attribuito al riformatore tedesco mwdqErasmus Alberus (circa mwdg1500 - mwdw1553)cite-ref-3[3]. La moneta in poco tempo divenne lo standard per il mwfacommercio europeo.

Tallero in Germania

La massima produzione di talleri ebbe luogo nel mwkqXVI e XVII secolo con i cosiddetti "talleri multipli", chiamati mwkgLöserthaler in Germaniacite-ref-klutz-0-4-0[4]. I primi furono coniati per la maggior parte nel mwmaBrunswick-Wolfenbüttel e nel mwmqBrunswick-Lüneburg. Alcune di queste monete raggiunsero dimensioni enormi arrivando al valore di sedici tallericite-ref-klutz-0-4-1[4]. Le motivazioni per la coniazione di queste monete, che in alcuni casi arrivarono a pesare più di 450 g di argento con un diametro di 12mwng cm, non sono chiare. Furono coniati per la prima volta nel mwnw1574 e la coniazione durò circa un mwoasecolo, fino al mwoq1688cite-ref-klutz-0-4-2[4]. Forse il nome deriva da una moneta d'oro di grandi dimensioni coniata ad mwpgAmburgo e chiamata Portugalöser, dal valore di 10 mwqaducati. Il termine è stato in seguito usato per indicare genericamente i multipli di tallero. In genere non sono stati impiegati nella circolazione reale e quindi i pochi esemplari pervenuti hanno uno mwqqstato di conservazione ottimo.

All'interno del mwqwSacro Romano Impero il tallero fu usato come standard per superare il problema delle differenti monete coniate dai singoli stati. Una moneta standard fu il mwraReichsthaler, fissato nel mwrq1566 dalla convenzione di Lipsia, che aveva un contenuto in argento pari ad 1/9 del mwrwmarco di Colonia. Nel mwsa1754, fu introdotto il mwsqKonventionsthaler che invece aveva un contenuto pari a 1/10 del marco di Colonia.

La mwswPrussia usava un tallero che conteneva argento pari a 1/14 del marco di Colonia. Nel mwta1837, il mwtqtallero prussiano divenne parte della nuova valuta usata nelle Germania meridionale e in mwtgRenania che aveva come mwtwunità di conto standard il mwuaGulden della Germania meridionale. Il Gulden valeva 4/7 del tallero. Verso il mwuq1850 quasi tutti gli mwugStati tedeschi usavano questo standard di tallero, anche se le monete frazionali variavano da stato a stato.

Nel mwva1857 il mwvqVereinsthaler adottato nell'mwvgImpero austro-ungarico e in quasi tutta la Germania. Il Vereinsthaler continuò a essere emesso fino al mwvw1872 in Germania, dove fu sostituito dal mwwamarco e fino al mwwq1867 in mwwgAustria-Ungheria. Il tallero di Maria Teresa era ancora usato durante il mwwwXX secolo in mwxaAbissinia e in altri paesi del mwxqMedio oriente.

Potere d'acquisto

Alla fine del mwyaXVIII secolo in ambito tedesco si potevano comprare con un tallero 12mwyq kg di mwygpane, 6mwyw kg di mwzacarne, 2 bottiglie di mwzqChampagne, 1mwzg kg di mwzwtabacco oppure 250 g di mw0a; anche una mw0qcamicia, un paio di scarpe o tre paia di calze di lana costavano un tallero.

Il cibo e l'affitto di due stanze ammobiliate costavano circa 100 - 120 talleri all'anno.

Il guadagno annuale di un mastro artigianoHandwerksmeisters era tra i 200 e i 600 talleri, di un impiegato pubblico medio o di un ufficiale prussiano di 100 talleri. Le entrate di un soldato semplice prussiano erano di 24 talleri, ai limiti della povertà. Mentre mw1aJohann Wolfgang von Goethe in qualità di mw1qscrittore, consigliere privato e amico di mw1gCarlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach, guadagnava più di 3.000 talleri oltre a beni in natura (ad es. legna per il caminetto), mw1wFriedrich Schiller, in qualità di professore di storia, riceveva dallo stesso duca solo 200 talleri.

Espansione del tallero

Il mw3aJoachimsthaler circolò come mw3qreichstaler nell'mw3gImpero tedesco e in mw3wAustria fino al mw4a1909.

Il tallero divenne una moneta molto popolare in Europa e di normale circolazione assieme ad altre monete di modulo ampio come il mw4gpeso e la mw4wcorona.

All'inizio del XVII secolo, il tallero venne introdotto e divenne la mw5qvaluta più diffusa in mw5gSvezia, con il nome di mw5wdaler. Il daler fu in circolazione fino al mw6a1873, quando venne sostituito dalla mw6qkrona, la nuova valuta introdotta con l'mw6gUnione monetaria scandinava.

In mw7aGermania, con l'adozione del mw7qmarco nel mw7g1871, i pezzi da 3 marchi, coniati con le stesse caratteristiche dei talleri e con essi convertibili, continuavano popolarmente a essere chiamati "talleri".

I pezzi da otto mw8areales spagnoli erano chiamati ufficialmente mw8qpesos, ma comunemente erano anche chiamati mw8gdolares, in quanto avevano le stesse caratteristiche dei talleri.

Questi mw9adollari messicani divennero la valuta più utilizzata nel mw9qcontinente americano e in mw9gEstremo Oriente.

Da questi mw-adollari hanno preso il nome i mw-qdollari statunitensi. Sono inoltre il modello delle monete estremorientali, come gli mw-gmw-wyen, gli mw-amw-qyuan, i mw-gmw-wwon, i mwaqamwaqeringgit.

Successo del tallero

I motivi di successo del tallero sono state la disponibilità delle miniere d'argento nel momento in cui l'economia europea usciva da una fase di mwaqqrecessione, ma soprattutto la dimensione della nuova moneta.

In un periodo di scarsa alfabetizzazione e, soprattutto, di assenza dei mwaqymwaqcmedia moderni, la moneta costituisce un formidabile strumento di mwaqgpropaganda: entra in molte case, viene vista da molte persone.

L'uso della moneta come strumento di propaganda risale alla nascita stessa della moneta. Nel mwaqomondo greco le mwaqspolis usavano rappresentare nelle monete gli dei protettori della mwaqwcittà (mwaq0Atena, mwaq4Acheloo, le mwaq8ninfe mwaraPartenope e mwareAretusa). Altre città usavano altre immagini rappresentative: la mwarirosa (rhodon) di mwarmRodi, l'mwarqape (melita) per mwaruMelitæ, il mwarygomito (ankon) ad mwarcAncona. In mwargetà ellenistica vengono raffigurati uomini viventi: i re delle dinastie macedoni.

A mwaroRoma l'accento era inizialmente posto sull'esaltazione della città. Nella seconda metà del mwarsII secolo a.C. i magistrati monetari cominciarono invece a esaltare la mwarwgens di appartenenza e appaiono nuove rappresentazioni. Nell'impero il mwar0sesterzio offre, con le sue grandi dimensioni, una superficie adeguata per l'esaltazione del mwar4princeps.

Le rilevanti misure del tallero, spesso superiori ai 40mwasa mm, permettono di esaltare i nuovi principi e di riempire dei loro complessi e articolati titoli onorifici lo spazio a disposizione.

Il tallero di Maria Teresa

In mwasuAustria dal mwasy1753 fu coniato alle mwasczecche imperiali di mwasgGünzburg e di mwaskVienna, in seguito agli accordi del mwasoKonventionstaler, una nuova moneta, il mwasstallero di Maria Teresa, che recava al mwaswdritto l'immagine dell'mwas0imperatrice mwas4Maria Teresa —mwas8Maria Theresia in latino— (mwata1740 - mwate1780). Al rovescio era raffigurate l'aquila bicefala imperiale.

Questa moneta era destinata a una incredibile carriera mondiale. La moneta fu demonetizzata in Austria già nel mwatm1858.

Tuttavia continuò a circolare come Handelsmünze (moneta commerciale) nella mwatyArabia e in mwatcEtiopia mantenendo le medesime caratteristiche, compreso l'anno di coniazione mwatg1780.

Esso era comunemente chiamato mwatomwatsrial in Arabia e mwatwmwat0birr nel Corno d'Africa.

Parecchi stati di queste due regioni hanno conservato questi nomi tradizionali per le loro attuali valute ufficiali.

L'Italia coniò questa moneta, in base ad accordi presi con il governo austriaco, dal mwaua1935 al mwaue1950, per usarlo nelle proprie colonie nel mwauiCorno d'Africa.

Il tallero di Maria Teresa è una delle più importanti e diffuse monete d'argento del mondo e viene ancora coniato per i collezionisti.

Daalder olandese

Nei mwaucPaesi Bassi, il daalder e il mwaugrijksdaalder sono stati coniati accanto al gulden (mwaukfiorino olandese) con un valore rispettivamente di 1½ e 2½ gulden. Il rijksdaalder mostrava un mwauoleone; di conseguenza in mwausolandese tale moneta era anche chiamata mwauwmwau0leeuwendaalder, ovvero "tallero del leone".

Queste monete furono fra le più utilizzate nel commercio internazionale nell'mwau8Impero ottomano e nei suoi mwavatributari. A causa dell'immagine del leone erano comunemente chiamate mwavearslan in mwaviturco, mwavmleu in mwavqrumeno, mwavumwavylev in mwavcbulgaro.

Da questa moneta hanno tratto il nome le valute ufficiali della mwavkRomania e della mwavoBulgaria. Dopo la dissoluzione dell'mwavsURSS anche la mwavwMoldavia ha adottato il nome di mwav0leu per la propria moneta.

Nei Paesi Bassi il nome di mwav8mwawarijksdaalder è sopravvissuto per indicare la moneta da 2½ gulden fino a che il fiorino non è stato sostituito dall'euro nel 2002.

Talleri scandinavi

Il tallero fu introdotto all'inizio del mwawqXVII secolo in mwawuScandinavia con il nome di mwawydaler dove divenne la mwawcvaluta più diffusa. Circolarono vari talleri, tra cui il mwawgrigsdaler danese, il mwawkriksdaler svedese e lo speciedaler norvegese.

I talleri circolarono in mwawwDanimarca e Svezia fino al mwaw01873 quando furono sostituiti dalla mwaw4corona danese e dalla mwaw8corona svedese, la nuova valuta introdotta dalla mwaxaUnione monetaria scandinava. Nel mwaxe1876 anche la mwaxiNorvegia aderì all'Unione monetaria e introdusse la mwaxmcorona norvegese.

I talleri italiani

Monete con questo nome sono state coniate da diversi stati pre-unitari. Tra questi i mwaxgduchi di Savoia, la mwaxkrepubblica di Ragusa e il mwaxogranducato di Toscana.

Dopo l'mwax0unità d'Italia ci sono state tre emissioni di talleri per i commerci nel Corno d'Africa: un tallero coniato da mwax4Umberto I tra il mwax81890 e il mwaya1896, un tallero detto mwayeItalicum coniato da mwayiVittorio Emanuele III nel mwaym1918. Dopo l'insuccesso di questa coniazione il governo italiano in seguito ad accordi con il governo austriaco coniò a Roma il tallero di Maria Teresa.

Altri talleri

Con l'arrivo dell'argento nell'economia europea, sia di provenienza interna sia d'oltre oceano, talleri e altre monete di dimensioni simili furono coniate ovunque come la mwayycorona, il daalder, il dollaro, e il peso.

In mwaygScozia il dollaro fu in uso durante il mwaykXVII secolo; si sostiene che sia stato inventato presso la mwayoUniversità di St. Andrews.

In mwaywInghilterra il termine mway0dollar fu usato per due secoli prima che gli Stati Uniti coniassero una moneta con questo nome. Era un nome di moneta conosciuto già all'epoca di mway4Shakespeare, citato, ad esempio, ne mway8mwazaLa tempestacite-ref-5[5] e nel mwazumwazyMacbethcite-ref-6[6]. Fino alla decimalizzazione del mwazs1971, quando la corona cessò di essere usata, era frequente udire l'espressione "half a dollar" (mezzo dollaro) invece che "half a crown" (mezza corona).

Eredità

Attualmente non ci sono valute chiamate mwaz4tallero. Tuttavia molte valute devono a questa moneta il loro nome: ci sono ventitré monete chiamate dollaro, usate in paesi come mwaz8Stati Uniti, mwaaaCanada, mwaaeAustralia, mwaaiNuova Zelanda e mwaamHong Kong, come anche il mwaaqmwaautolar, usato in mwaaySlovenia fino alla fine del mwaac2006.

In effetti le attuali monete ufficiali dell'mwaakEtiopia, dell'mwaaoEritrea, dello mwaasYemen, dell'mwaawArabia Saudita e dell'mwaa0Oman si chiamano con il nome in lingua locale del tallero, mwaa4birr in mwaa8amarico e mwabatigrino, mwaberial in mwabiarabo. E fino alla metà del mwabmXX secolo in italiano erano chiamate mwabqtallero. Solo dopo è venuto l'uso di non tradurre i nomi delle monete straniere.

Cronologia del tallero

• mwabg1486: mwabkSigismondo del mwaboTirolo, detto mwabsil danaroso, emette il suo 31,93 g mwabwGuldengroschen (o mwab0Guldiner), con un mwab4titolo di 937,5/.. dal valore di 60 mwab8Kreuzer.
• mwace1493: la mwaciSvizzera emette il suo primo Guldengroschen a mwacmBerna.
• mwacu1500: il primo Guldengroschen tedesco è emesso dalla mwacySassonia, con un valore di 24 mwaccgroschen. A mwacgBrema circola con un valore di 36 Groschen. Questi Guldengroschen hanno il peso ridotto a 29,2 g così da poter coniare otto monete in un mwackmarco di Colonia.
• mwacs1518: la prima moneta chiamata "Thaler" è coniata a mwacwJoachimsthal, mwac0Boemia, nel mwac4Sacro Romano Impero. Il suo peso diviene lo standard per il 1500.
• mwada1524: nel tentativo di standardizzare il Guldiner, viene emessa un'ordinanza monetaria imperiale (mwadeReichsmünzordnung) a mwadiEsslingen in Germania che riafferma che il titolo di mwadmpurezza della moneta deve essere di 937,5/.., e il suo peso 29,2 g.
• mwadu1534: Sassonia e Boemia alterano il titolo dei loro Guldiner abbassandolo da 937,5 a 903,0 mantenendo lo stesso peso della moneta, diminuendo di conseguenza la quantità totale reale di argento della moneta. Questo fatto dà inizio alla separazione del tallero dal suo predecessore Guldiner.
• mwadc1551: una nuova ordinanza monetaria viene emessa ad mwadgAugusta che diminuisce il mwadktitolo del guldiner a 882,0 e ne aumenta il peso a 31,18mwado g. Questo restituisce alla moneta lo stesso valore del Goldgulden. Il Thaler è ora equivalente a 72 mwadsKreuzer.
• mwad01559: dopo la morte di mwad4Carlo V, viene emessa una nuova ordinanza monetaria ad Augusta, che questa volta cambia radicalmente la moneta (ora denominata Reichsguldiner): il peso cala a 24,62mwaea g, ma il titolo ritorna a 931,0. Questo colloca il valore del Guldiner a 60 Kreuzer.
• mwaei1566: il Guldiner come denominazione è praticamente eliminato da un editto monetario della Sassonia, che fissa il mwaemReichsthaler (noto in seguito come Speciesthaler) con un titolo di 889,0/.. e un peso di 29,2 g
• mwaeu1667: all'Abbazia di Zinna ci fu un accordo tra mwaecSassonia, mwaegBrandenburgo e mwaekBrunswick-Lüneburg per cercare di rendere la coniazione delle monete divisionali più economica rispetto ai costi da sostenere con le vecchie ordinanze degli mwaeoAsburgo; con questo accordo il tallero fu ridotto di peso a 28,1 g mantenendo lo stesso titolo.
• mwaew1690: la convenzione monetaria di mwae0Lipsia si riunì per occuparsi della scarsa qualità delle monete in Sassonia, Brandenburgo e Brunswick. L'accordo del 1667 non aveva risolto i problemi, così il tallero fu nuovamente ridotto di peso a 25,9mwae4 g. In questo modo da un mwae8marco di Colonia si producevano 12 talleri rispetto ai 9 del 1500.
• mwafe1750: in quest'anno ci fu un'altra riduzione del peso nelle aree controllate da mwafiPrussia, mwafmAssia e mwafqBrunswick-Wolfenbüttel, fino a 22,2 g con un titolo di 750,0/.... Un marco di Colonia d'argento conteneva ora 14 talleri.
• mwafy1754: con l'accordo monetario tra Austria e Baviera del 1753 ha inizio il periodo del mwafcKonventionsthaler, un tallero con un contenuto d'argento pari a 1/10 del marco di Colonia. La moneta pesa 28,0 g con un titolo di 833,0. Con il tempo questa moneta si diffonde in gran parte della Germania centrale e meridionale.
• mwafk1755: il mwafoKronenthaler è emesso per la prima volta nei territori controllati dagli mwafsAsburgo, in particolare nei mwafwPaesi Bassi austriaci e nella Germania meridionale. Ha un peso di 29,44 g e un titolo di 873,0...
• mwaf41857: l'accordo monetario di mwaf8Vienna elimina il marco di Colonia come riferimento per la coniazione del tallero e lo sostituisce con il riferimento ai 500mwaga g. Trenta mwageVereinsthaler sono coniati da 500 g di fino. Le monete pesano 18,5 g con un titolo di 900,0... Avevano come controvalore 90 mwagiKreuzer austriaci, 105 Kreuzer bavaresi, 30 mwagmgroschen, o 48 mwagqschilling secondo lo stato che coniava.
• mwagy1872 con la riforma dell'ortografia mwagcThaler diventa mwaggTaler.
• mwago1872: gli ultimi talleri sono coniati in pochi stati, in particolare la mwagsSassonia.
• mwag01918: tentativo mwag4italiano senza successo di coniare un tallero per i commerci con l'mwag8Abissinia.cite-ref-gigante-7-0[7]
• mwahu1935: l'mwahyItalia incomincia a coniare a Roma il mwahctallero di Maria Teresa, moneta ancora popolare nell'areacite-ref-gigante-7-1[7]cite-ref-8[8].
• mwaie1950: termina la coniazione italiana del tallero di Maria Teresa.

Note

cite-note-11. AR(gento) :DOM(i): SLI(c): STE(phanus): E(t): 7: FRA(tres): COM(es): D(ominus): BA(ssani), cioè "con l'argento della casa di Stephan Schlick e dei 7 fratelli, conte e signore di Bassano. La signoria
cite-note-22. Ludovicus è mwaisLudodico Iaghellone, secondo d'Ungheria e primo di Boemia,
cite-note-33. Klütz, Münznamen..
cite-note-klutz-0-44. /
cite-note-55. mwajkThe Tempest: a. 2, s. 1
cite-note-66. mwaj0Macbeth: a. I, s. 2
cite-note-gigante-77. Gigante: mwakmMonete italiane...
cite-note-88. mwakc(mwakgmwakkDE) Joseph Kalmer, mwaksAbissinien, 1935.

Bibliografia

• mwak8Fabio Gigante, Monete italiane dal '700 ad oggi, Varese.
• mwaleHelmut Caspar, Vom Taler zum Euro. Die Berliner, ihr Geld und ihre Münze, Berlin, Berlin Story Verlag, 20062, ISBN 3-929829-30-4.
• citerefkl-tz(DE) Konrad Klütz, Münznamen und ihre Herkunft, Vienna, moneytrend Verlag, 2004, ISBN 3-9501620-3-8.

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Collegamenti esterni

• citerefdss(IT, DE, FR) Tallero, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) thaler, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.